
Valentina Romeo è una visual designer multidisciplinare italo-canadese, consegue studi accademici laureandosi in Grafica d’Arte e con specializzazione magistrale in Grafica.
Dal 2018 collabora con istituzioni, aziende e associazioni su una varietà di progetti culturali, contribuendo a pubblicazioni di diverse case editrici. Attualmente si dedica a una ricerca artistica che analizza le dinamiche relazionali tra il mondo postmoderno e l’individuo, attraverso la fondazione di Etimologia Magazine, un luogo sperimentale e indipendente che si occupa della ricerca dell’origine del linguaggio contemporaneo.
Bio Completa
Visual designer multidisciplinare, ha conseguito la laurea triennale e magistrale con lode in Grafica. Dal 2018 collabora con istituzioni, aziende e associazioni su una varietà di progetti culturali, curando pubblicazioni per diverse case editrici. Nell’ambito dell’arte contemporanea, ha firmato l’identità visiva di numerosi festival e iniziative culturali. Attualmente si dedica a una ricerca artistica che analizza le dinamiche relazionali tra il mondo postmoderno e l’individuo attraverso la fondazione e la direzione artistica di Etimologia Magazine, uno spazio sperimentale e indipendente dedicato all’esplorazione delle origini del linguaggio contemporaneo. Nel 2026 partecipa alla mostra MADE IN TYPELAND durante la Bangkok Design Week con l’opera “Gentle”, inclusa anche nel volume Visual Voices for Change di ZetaFont e TypeCampus, edito da LazyDog. Attiva nel dibattito critico sul design, è stata relatrice per i Design Thinks Fresh di ADI Calabria e ha partecipato come relatrice a Cantiere 27 di Rubbettino. Come autrice e designer pubblica “Discorso sull’Etimologia” con Cratèra Fucine. Nel 2025, il progetto “Word Worldless” è stato selezionato per la mostra Neologia nell’ambito dei Graphic Days® di Torino e l’opera “Rimodul-azioni” è stata esposta al Graphic Design Meetings durante il Performing Festival di Catanzaro. La sua opera Riscrivere, dopo essere stata presentata alla Milano Design Week 2024 e a Ivrea 20xL22, è stata acquisita dall’Archivio Storico Olivetti. Alcune sue infografiche sono presenti nell’Annuario d’arte italiana 2022 e nei Quaderni d’arte Italiana, entrambi editi da Treccani. Il progetto “Paynè” è entrato a far parte del Padiglione ADI della Biennale dello Stretto 2024.
